Il Destino (ma anche no!)

Oggi è il 21-12, primo giorno ufficiale d’inverno!

Mentre scrivo queste righe, la nostra Milano (e dintorni) è stretta in una morsa di gelo (ieri sera il mercurio indicava -7°), immobilizzata da una spessa coltre di neve e offuscata dal manto tenebroso della notte. Bellissimo questo periodo dell’anno! Il buio scende nel primo pomeriggio, le giornate sono più corte, minuscole, fulminanti, ravvicinate, ombrose, sospese, avvolte su sè stesse, rarefatte, intime… e calde, pur nel loro gelido abbraccio (infatti, paradossalmente offre più calore l’inverno, che costringe le persone a vestirsi pesante, accendere le stufe o indugiare davanti ai caminetti – l’estate per converso aziona i climatizzatori, fa ingurgitare bevande ghiacciate, sottoporsi a docce fredde – ad ogni input corrisponde una reazione opposta e contraria, è una vecchia legge dell’universo).

Oggi dovevo finalmente recarmi a Palazzo Reale per la mostra su Edward Hopper (uno dei miei artisti preferiti per la prima volta esposto nella mia città) che vergognosamente non ho ancora visitato nonostante sia aperta da mesi!
Ma una robusta nevicata mi ha bloccato a casa, insieme al resto del paese, completamente tagliato fuori dalla grande città. Anche per oggi niente Hopper.

Destino? Questo il primo pensiero che mi è venuto in mente, ma l’ho cacciato in fretta. La volpe e l’uva. No, pura e semplice pigrizia! Se mi fossi svegliato prima (a ottobre, novembre o nei giorni scorsi, ad esempio) avrei evitato l’inconveniente della neve. Inconveniente che, alla fine di dicembre, nel nord Italia, è peraltro abbastanza plausibile!

Meditate, gente, meditate…

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